PREMIO SIMONA CIGANA

FUTURO CONTEMPORANEO - INTRODUZIONE

A causa delle limitazioni dovute alla pandemia di Coronavirus non siamo riusciti a dare vita alla seconda edizione di “Futuro Contemporaneo” che avevamo fissato per i giorni 12, 13 e 14 maggio. Nello stato di incertezza generale che ha portato al rinvio o all’annullamento di tanti eventi pubblici, preferiamo realizzare virtualmente alla nostra iniziativa, riportando gradualmente i concetti principali degli interventi dei relatori e l’auspicabile dibattito (aperto a tutti) che essi genereranno.

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Anche il Consiglio nazionale dell'OdG, con il presidente Carlo Verna, hanno voluto ricordare i tre anni dalla scomparsa di Giulio Regeni.
Assostampa, Ordine dei giornalisti e Articolo 21 FVG parteciperanno inoltre oggi, venerdì 25 gennaio, alle 19.41 (l'ora in cui Giulio Regeni fu rapito tre anni fa al Cairo), ai momenti di ricordo e di richiesta di verità che si terranno in varie località nel Friuli Venezia Giulia.
A Fiumicello, assieme alla famiglia e agli amici del ricercatore barbaramente ucciso, ci saranno fra gli altri Beppe Giulietti, presidente della Fnsi, e i vertici del sindacato e dell'Ordine regionale. Qui la locandina del ricordo a Fiumicello.
A Trieste l'appuntamento è in piazza della Borsa. Ma altre iniziative sono annunciate a Gorizia, Udine, Pordenone, Monfalcone, Duino.

Bilancio 2018 di Articolo 21?

di Fabiana Martini

Non poteva non iniziare ricordando Giulio Regeni il 2018 di Articolo 21 Friuli Venezia Giulia: con un incontro nel suo liceo, il “Petrarca” di Trieste, dove il 25 gennaio l’Aula Magna gremita di ragazzi si è confrontata con Beppe Giulietti, presidente nazionale della Federazione nazionale della Stampa, e Fabio Del Missier, referente Educazione di Amnesty International Fvg. Nella consapevolezza che rassegnarsi al male e rinunciare alla funzione etica del giornalismo significa diventare complici di chi ha fatto prima sparire, poi torturato, infine assassinato il ricercatore di Fiumicello, gli studenti e le studentesse del liceo triestino assieme ad Articolo 21, all’Assostampa e all’Ordine dei Giornalisti hanno confermato l’impegno a chiedere verità e giustizia per Giulio e per tutti i Giulio e le Giulia del mondo, tenendo viva l’attenzione su questa e su altre vicende che il tempo vorrebbe archiviare.
Ma #NoiNonArchiviamo: lo abbiamo ripetuto a Trieste, sotto la sede del Circolo della Stampa, il 20 marzo, commemorando l’anniversario dell’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin; lo abbiamo ribadito a Roma partecipando alla conferenza stampa sul caso indetta il 4 luglio da FNSI per annunciare la costituzione di parte offesa del sindacato, dell’Ordine e dell’Usigrai. Perché colpire un giornalista significa attentare al diritto di tutti e di ciascuno ad essere informati, significa mettere in dubbio l’articolo 21 della Costituzione. Quell’articolo su cui si è concentrato il concorso di Articolo 21 dedicato alle scuole, che ci ha visto incontrare gli allievi di un liceo di Udine, di uno di Trieste e di uno di Pordenone per affrontare con loro il tema della libertà di stampa e dei tanti giornalisti minacciati, anche in Italia. Uno di questi è Sandro Ruotolo, ospite a Trieste e Muggia su invito congiunto di Libera e Articolo 21 in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno, che ha messo a disposizione la sua esperienza per raccontare come nasce un’inchiesta giornalistica, come si mette il mestiere a servizio della verità e della comunità.
La formazione è un’attenzione costante del presidio del Friuli Venezia Giulia, che in collaborazione con l’Ordine e il sindacato ha promosso un percorso sulle migrazioni, realizzato in maniera decentrata in tutta la regione, ma anche occasioni per conoscere aspetti inediti dell’Africa e per dare voce e spazio alle donne, spesso invisibili per la politica come per l’informazione se non quando è ormai troppo tardi: si è parlato di attivismo femminile in Siria, del Manifesto di Venezia e delle priorità della politica regionale dal punto di vista non maschile in vista delle elezioni regionali.
Il rischio della censura e del bavaglio è stato decisamente il leit motiv dell’attività annuale: con un occhio all’Egitto, dove poco si è mosso per fare chiarezza sulla tragedia di Giulio Regeni e dove Amal Fathy, moglie del consulente legale della famiglia, è ancora in ostaggio della “giustizia” egiziana, e un altro all’Italia, dove i tentativi di chiudere la bocca ai giornalisti, definiti puttane e infimi sciacalli dai massimi vertici istituzionali, non si arrestano. È proprio nel nostro territorio che è iniziata la censura e la delegittimazione dell’informazione: a Monfalcone la sindaca leghista ha chiuso l’abbonamento a Avvenire e Manifesto, evidentemente non graditi al regime, ma sempre a Monfalcone oltre cento persone nel pomeriggio di un giorno feriale hanno riempito la sala parrocchiale dei Santi Nicolò e Paolo per incontrare Marco Tarquinio e Norma Rangeri, assieme al direttore del quotidiano di lingua slovena Primorski e a Paolo Borrometi, invitati da Articolo 21, Ordine dei Giornalisti e Assostampa a parlare del valore del pluralismo nell’informazione: un valore che il presidente Mattarella non si stanca di ripetere e che anche noi continueremo a promuovere. Anche nel 2019.
Perché senza informazione non c’è democrazia. E le conseguenze in questa regione sono state terribilmente nefaste, come hanno avuto modo di ricordarci i ragazzi del Petrarca attraverso la mostra “Razzismo in cattedra”, anche quella a rischio censura, premiata non a caso dai giornalisti triestini con una targa speciale in occasione del San Giusto d’Oro. Un messaggio forte e chiaro per dire che noi, assieme a papa Francesco e al presidente della Repubblica, stiamo dalla parte dei ponti e non dei muri, della fraternità e non dell’odio. Come Marco Luchetta, SašaOta e Dario D’Angelo, i tre giornalisti Rai assassinati a Mostar poco meno di venticinque anni fa (tra pochi giorni, il 28 gennaio, ricorderemo l’anniversario), mentre raccontavano all’Occidente distratto che lì in Bosnia si continuava a morire e che non si risparmiavano neanche i bambini. Bambini che neanche oggi vengono risparmiati e che abbiamo il dovere di continuare a raccontare.?

NEWSLETTER N.9

Circolo della Stampa. Verso la chiusura dell’11° Premio giornalistico Simona Cigana

Dedicato a chi lotta per la ripresa - Particolare attenzione a giornalisti, medici, infermieri, imprenditori e lavoratori

Ultimi giorni per la chiusura dell’11ª edizione del “Premio Simona Cigana”, il concorso giornalistico nazionale annuale, multimediale del Circolo della Stampa di Pordenone. Il 30 giugno scadrà il termine per la pubblicazione dei servizi che possono partecipare; entro il 10 luglio scadrà il termine per l’iscrizione al concorso.

Com’è noto, possono partecipare i servizi pubblicati tra la seconda metà del 2019 e la prima metà del 2020 su testate italiane ed estere. Particolare fondamentale: questa edizione è dedicata idealmente al mondo del giornalismo, impegnato in prima linea fin dall’inizio dell’anno nell’informazione sulla crisi mondiale provocata dalla pandemia da Coronavirus e sulle conseguenze sanitarie, economiche e sociali. Sono sotto gli occhi di tutti, infatti, le difficoltà operative e strategiche, tra disagi e pericoli per le categorie più a rischio, quale quella dei giornalisti.

Si aggiunge a questa dedica, se si vuole “di parte”, l’attenzione verso le categorie impegnate nella ripresa: i medici e gli infermieri che tutt’ora si dedicano con professionalità e altruismo alla terapia e alla prevenzione della popolazione, senza dimenticare l’impegno diffuso che oggi riguarda la ricerca di una normalità, da perseguire con lo spirito tenace e intelligente di imprenditori e lavoratori nella ricostruzione dopo le catastrofi belliche e naturali.

INIZIATIVA UNICA. Novità e conferme, uniche nel loro genere, figurano nel Bando/Regolamento e sono legate al Friuli Venezia Giulia come luogo e argomenti, con tre modi di “lettura” possibili: gli àmbiti locale, nazionale e internazionale. Tutti possono prenderne visione nel sito web www. stampa-pordenone.it. Si riferiscono alle seguenti Categorie giornalistiche a concorso: Inchiesta, Sport, Turismo, Economia/Artigianato, Sociale/Antinfortunistica.

SEGNALAZIONI DEL PUBBLICO. Confermata la partecipazione del pubblico. I destinatari delle notizie possono infatti segnalare al Circolo della Stampa uno o più servizi dell’autore o degli autori preferiti. Comunque la partecipazione degli autori è libera. Ma la segnalazione di lettori, ascoltatori e spettatori ha carattere di indicazione e di suggerimento, con conseguenze che si sono già dimostrate preziose in molti casi.

SOSTEGNO AL CONCORSO. Determinante, come sempre, il sostegno degli sponsor (pubblici e privati) che fa di questo ormai storico evento una delle iniziative più caratterizzanti del Friuli Venezia Giulia e del mondo dell’informazione.