ANNO DECISIVO

PUBBLICITA' IN CALO

MEETING D'INVERNO

BASTA CON I TAGLI

  • FESTA DEL PATRONO SAN FRANCESCO DI SALES

  • I VINCITORI DEL 10. PREMIO SIMONA CIGANA

  • MASCHILE E FEMMINILE: NUTRIRE IL RISPETTO

  • ITALIA ESPORTATRICE ILLEGALE DI ARMI

  • 32 MILIONI DI ITALIANI ON LINE OGNI GIORNO

FORMAZIONE GIORNALISTI

Tutti gli eventi proposti sono inseriti sulla piattaforma Sigef - Questo il link per procedere con le prenotazioni: https://sigef-odg.lansystems.it/sigef/

Gli iscritti possono visionare sul sito del Consiglio nazionale il nuovo regolamento sulla Formazione Professionale Continua in vigore dal 31 maggio 2016 - Questo il link: https://www.odg.it/wp-content/uploads/2018/07/2016.05.31_B.U.-n.-10.pdf
Si consiglia ai colleghi, soprattutto a quanti si iscrivono ad un corso con largo anticipo, di verificare un paio di giorni prima sulla Piattaforma Sigef eventuali cambi di sede o di orario del corso stesso. In alcuni casi, infatti, l'improvvisa indisponibilità di una sala, o l'alto numero di iscritti e di colleghi in lista d'attesa per l'evento formativo, impongono un cambio della location rispetto alle indicazioni iniziali.

di Carlo Muscatello* (da newsletter Ordine Giornalisti Fvg)

Sarà un anno decisivo, questo appena cominciato, non solo per il nostro istituto di previdenza, per il nostro contratto di lavoro, per le nostre redazioni “allargate” (non dimentichiamo mai precari e collaboratori...), ma per la stessa professione giornalistica nel nostro paese. Tanto da giustificare l’interrogativo: si potrà ancora in futuro fare questo lavoro che mantiene il suo fascino, oltre che la sua importanza in ogni democrazia che si rispetti, si potrà ancora fare il giornalista potendo contare su un trattamento economico adeguato, su carichi di lavoro umani, su garanzie contrattuali, previdenziali e assistenziali in linea con quelle costruite in passato dalle generazioni precedenti?

Oltre metà dei professionisti non ha un contratto articolo 1, le tante milionate di euro pubblici destinati al settore negli ultimi anni sono serviti solo alle aziende per ristrutturare e prepensionare, la recente manovra di bilancio non ha certo migliorato la situazione né indicato prospettive di miglioramento.

Per questo, fra dicembre e gennaio, si è ricominciato dopo tanto tempo a sentir parlare di sciopero generale. È successo all’ultimo Consiglio nazionale Fnsi come alla Conferenza dei Cdr che ha aperto l’anno. Nessuno ama lo sciopero, arma sindacale forse desueta, che fa un danno alle aziende ma anche ai colleghi. Ma la situazione è ormai tale che non si può più far finta di nulla.

Nella manovra citata c’è una norma che prevede altri prepensionamenti ma senza la contestuale messa in sicurezza del bilancio dell'Inpgi “attraverso l'allargamento della platea degli iscritti a professioni affini a quella giornalistica”. Che poi sarebbero i comunicatori, il cui eventuale passaggio dall’Inps all’Inpgi sarebbe una boccata d’ossigeno importante ma certo non risolutiva.

La drammatica situazione dell'Inpgi, rilevano i consiglieri nazionali Fnsi, “è il risultato di oltre un decennio di espulsioni, non accompagnate da un numero adeguato di nuovi contratti, dal mondo del lavoro, volute dagli editori e sostenute dai governi che continuano a utilizzare soldi pubblici per demolire il mondo dell'informazione professionale, senza mai affrontare in modo organico i temi che riguardano la lotta al precariato per favorire invece il lavoro regolare, come dimostra la sistematica bocciatura dal Parlamento degli emendamenti diretti a rendere più difficile lo sfruttamento dei giornalisti giovani e meno giovani”.

Ai Cdr il sindacato chiede di “verificare con attenzione e rigore che ogni richiesta di stato di crisi sia corredata dai corretti dati di bilancio, che non si ritorni al meccanismo delle liste di attesa che hanno provocato da parte degli editori la corsa ai prepensionamenti, e che al posto dei colleghi in uscita anticipata entrino nelle aziende solo ed esclusivamente giornalisti”.

Già, perché nella citata manovra si prevede che per ogni due prepensionamenti (passo avanti: finora era ogni tre) debba essere fatta almeno un’assunzione, ma (clamoroso ed epocale passo indietro) non necessariamente di un giornalista: è sufficiente una figura di una qualche competenza e utilità per l’azienda.

Di questi temi si parlerà nei tavoli sul lavoro, sulla riforma dell'editoria e sull’Inpgi chiesti dalla Fnsi e promessi dal governo. Stiamo aspettando.

Da ultimo, visto il periodo dell’anno, il consueto appello all’iscrizione. C’è sempre più bisogno che i colleghi, professionali e collaboratori, contrattualizzati e non, precari e pensionati, si iscrivano al nostro sindacato unitario, unica difesa della professione. L’Assostampa Fvg ha da molti anni le quote d’iscrizione immutate, le più basse d’Italia. E c’è sempre la possibilità di chiedere l’iscrizione gratuita per i colleghi in difficoltà economica. Aiutateci a tutelare i più deboli, a difendere la professione, il lavoro, il contratto, le pensioni, i nostri enti di categoria, il diritto dei cittadini a essere informati e il dovere dei giornalisti di informare. Non ricordatevi del sindacato solo quando i guai toccano anche voi... Ancora buon anno.



*presidente Assostampa Friuli Venezia Giulia 

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ASSOSTAMPA

Parte la campagna iscrizioni 2020 all’Assostampa Fvg, articolazione territoriale della Fnsi, sindacato unitario dei giornalisti italiani. Che in questa fase di grandi trasformazioni, di attacco alla professione, di drammatica crisi dell’Inpgi ma anche di tutto il mondo dell'editoria e del giornalismo, rimane l'ultimo importante baluardo per la tutela dei diritti e della dignità della professione giornalistica.  

Anche nel Friuli Venezia Giulia è dunque necessario rilanciare la campagna di sensibilizzazione e di iscrizione al sindacato dei colleghi, professionali e collaboratori, contrattualizzati e non contrattualizzati. Sindacato che nella nostra regione ha le quote – rimaste invariate anche nel 2020 - più basse d’Italia. C’è anche la possibilità di richiedere l’iscrizione gratuita per giornalisti professionali e collaboratori disoccupati e/o in comprovate difficoltà economiche. Sono state anche mantenute le quote scontate per i nuovi iscritti, che erano state lanciate tempo fa, ma soltanto per un anno, a livello nazionale.

SE VUOI DIFENDERE LA LIBERTÀ DI INFORMAZIONE, AIUTA IL SINDACATO…

SE CONDIVIDI LA BATTAGLIA CHE IL SINDACATO DEI GIORNALISTI PORTA AVANTI PER LA DIFESA DELLA PROFESSIONE E CONTRO TUTTE LE LEGGI BAVAGLIO; SE VUOI DARE FORZA ALL’AZIONE DEL SINDACATO A FAVORE DELLE FASCE PIU’ DEBOLI DELLA CATEGORIA, DENTRO E FUORI DALLE REDAZIONI; SE VUOI CONTRIBUIRE ALLA DIFESA E AL RINNOVAMENTO DELLA PROFESSIONE; SE CREDI CHE AVERE UN SINDACATO UNITARIO DEI GIORNALISTI SIA UNA RISORSA

ISCRIVITI – E FAI ISCRIVERE I TUOI COLLEGHI – ALL’ASSOSTAMPA FVG (e se eri già iscritto lo scorso anno, non dimenticare di rinnovare la quota 2020).

 Nel Fvg le quote per i giornalisti collaboratori sono di 45 euro, quelle per i professionali non contrattualizzati di 55 euro.

Invariata anche la quota dello 0.30 per i giornalisti professionali contrattualizzati e pensionati.

SOLTANTO PER I NUOVI ISCRITTI 2020 NON CONTRATTUALIZZATI: collaboratori 35 euro, professionali 45 euro.

(NB: professionali sono tutti i giornalisti professionisti, praticanti e i pubblicisti che svolgono comunque la professione giornalistica ai sensi dell’art. 2 dello Statuto Fnsi; collaboratori sono i pubblicisti che non rientrano nella precedente categoria).

Il pagamento della quota (per chi non versa già lo 0.30 in busta paga o con la pensione, avendo firmato l’apposita delega) può venir effettuato nei nostri uffici oppure con bonifico bancario:

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Monte dei Paschi di Siena, piazza della Borsa, Trieste, IBAN IT 50 H 01030 02230 000002958532 (causale: quota 2020)