PREMIO SIMONA CIGANA

FUTURO CONTEMPORANEO - INTRODUZIONE

A causa delle limitazioni dovute alla pandemia di Coronavirus non siamo riusciti a dare vita alla seconda edizione di “Futuro Contemporaneo” che avevamo fissato per i giorni 12, 13 e 14 maggio. Nello stato di incertezza generale che ha portato al rinvio o all’annullamento di tanti eventi pubblici, preferiamo realizzare virtualmente alla nostra iniziativa, riportando gradualmente i concetti principali degli interventi dei relatori e l’auspicabile dibattito (aperto a tutti) che essi genereranno.

LEGGI TUTTO

DISDETTA CONTRATTO
Il contratto di lavoro dei giornalisti, che scadrà il 31 marzo 2016, è stato disdettato dalla Fieg a fine ottobre, sei mesi prima della scadenza. Una mossa degli editori, si è detto, per far capire al sindacato dei giornalisti che stavolta "si fa sul serio". La trattativa per il rinnovo del contratto è stata avviata nelle settimane scorse dal segretario generale Raffaele Lorusso affiancato dalla giunta esecutiva Fnsi. Dall'altra parte del tavolo, la delegazione Fieg ha chiesto la revisione – ovviamente al ribasso – di 21 (ventuno) istituti contrattuali: dalle ferie ai festivi, dai superfestivi al notturno, dalle mansioni alle domen iche, dall’incidenza del settimo numero al calcolo della 13a, dagli straordinari agli scatti... Praticamente gli editori vogliono riscrivere tutto il contratto, per abbassare ulteriormente il costo del lavoro giornalistico. Di fatto, viene chiesta ai giornalisti una sorta di contratto di solidarietà nazionale, stante, a loro dire, il perdurare della crisi economica.


La Fnsi ha chiesto innanzitutto nuovi posti di lavoro, sottolineando che la categoria non è in grado di reggere ulteriori flessibilità (nel contratto vigente ce n'è già tanta...), né un altro contratto “a perdere”, senza un immediato e deciso rilancio dell’occupazione, in forte calo da diversi anni. Senza investimenti, insomma, non c'è ripresa del mercato del lavoro e non c'è futuro per il giornalismo italiano.
Intanto, i colleghi si interrogano sull'avvenuta disdetta del contratto. Come ha spiegato la Fnsi, la disdetta è una facoltà che il contratto riconosce a entrambe le parti contraenti. La mancata disdetta del contratto produce – articolo 52 del vigente contratto - il rinnovo dello stesso di anno in anno. Per evitare questo automatismo, la Fnsi – a partire dal 1947 – ha sempre comunicato alla Fieg la disdetta del contratto per garantirsi che le nuove norme contrattuali entrassero in vigore dal giorno successivo a quello della scadenza. La Fieg ha comunicato la disdetta con la stessa motivazione: ribadire che le nuove norme contrattuali devono entrare in vigore dal primo aprile 2016.
Ma dev'essere chiaro a tutti che disdetta del contratto non significa rescissione della contrattazione collettiva, la cui validità è confermata dall’intero ordinamento giuridico e dalla stessa Costituzione. Che cosa accade se il nuovo contratto non viene stipulato entro il 31 marzo 2016? Come già avvenuto in passato (l’ultima volta con il contratto disdettato nel 2005 e rinnovato soltanto nel 2009), le norme contrattuali scadute continuano a trovare applicazione. Gli editori non potrebbero dunque disapplicare il contratto in quanto scaduto, anche perché i giornalisti sono stati assunti con un contratto individuale di lavoro nel quale si richiama l’integrale applicazione del contratto. La legge non consente di venire meno agli acco rdi sottoscritti fra le parti e l’applicazione rientra nella tutela dei diritti individuali acquisiti.
Rimane il problema dei nuovi assunti, categoria peraltro e purtroppo sempre più rara. Va ricordato al proposito che il contratto collettivo del 1959 ha acquisito validità erga omnes con legge dello Stato e, come ribadito in una recente sentenza della Corte di Cassazione, non può essere disatteso. Pertanto, qualora il contratto non fosse rinnovato, per i nuovi assunti si farebbe riferimento al contratto del 1959 e, per l’adeguamento economico, all’articolo 36 della Costituzione che garantisce a ogni lavoratore una retribuzione proporzionale alla qualità e quantità del suo lavoro. La parte normativa del contratto del 1959 prevede numerosi istituti, fra i quali gli aumenti biennali (e non triennali) di anzianità, le maggiorazioni per lavoro festivo e domenicale, l’indennità fissa in caso di risoluzione del rapporto (la famigerata ex fissa).
Ma il sindacato unitario dei giornalisti sta comunque lavorando perché si arrivi a un rinnovo del contratto entro fine marzo. Il settore è stato duramente provato dalla crisi e dai tagli operati dalle aziende, che negli ultimi cinque anni hanno comportato la perdita di più di tremila posti di lavoro e consistenti riduzioni delle retribuzioni, per effetto del ricorso massiccio alla cassa integrazione guadagni e ai contratti di solidarietà. Oltre che dalle aziende, i costi della crisi sono stati pagati pesantemente dall’intera categoria (700 prepensionamenti negli ultimi cinque anni, tremila giornalisti attualmente in contratto di solidarietà) come dimostrano anche i dati degli ultimi bilanci Inpgi e Casagit.
Per tutti questi motivi, la ripresa dell'occupazione è il primo obiettivo della Fnsi al tavolo negoziale. La Fieg deve capire che il costo del lavoro è già stato tagliato, che i giornalisti hanno già dato, che senza sviluppo non c'è futuro per nessuno. Nemmeno per loro.
Carlo Muscatello
presidente Associazione della Stampa del Friuli Venezia Giulia

NEWSLETTER

N.L. N 6 – 24 aprile 2020

Cari Colleghi e Amici, nonostante la ripresa graduale delle attività, permane l’emergenza da pandemia. Questa situazione ci induce a eliminare o sospendere alcuni eventi in programma nel mese di maggio. Pensiamo di farti cosa gradita informandoti sulle nostre decisioni. Nello stesso tempo di chiediamo di segnalarci info e proposte utili alla nostra attività. Buon lavoro e buona salute a tutti.

Il Presidente e i Consiglieri

La situazione di incertezza dovuta al Coronavirus ha indotto il Circolo della Stampa di Pordenone a rinunciare anche a tre eventi in programma nel mese di maggio. Per ora, l’unica iniziativa che prosegue è l’11ª edizione del concorso nazionale giornalistico “Premio Simona Cigana”, nel rispetto dell’impegno che la categoria dei giornalisti sta profondendo nella testimonianza della crisi pandemica e nella cosiddetta Fase 2.

Le tre attività sospese sono il Rally della Stampa (1 maggio), l’incontro dedicato al giornalismo nel Giro ciclistico d’Italia (4 maggio), la seconda edizione del trittico “Futuro contemporaneo” (12, 13, 14 maggio). Saranno realizzate entro l’anno, soltanto in caso di ritorno totale alla normalità. È sospeso inoltre un quarto impegno, l’annunciata pubblicazione del libro dedicato la memoria di Simona Cigana, un’opera ormai compiuta che sarà editata non appena possibile.

Trattandosi di iniziative aperte al pubblico degli associati e degli amici dell’associazione, ne sarà data tempestiva comunicazione sul sito internet, sui social e sulle testate giornalistiche.

Resta aperto il concorso giornalistico multimediale e multilingue “Premio Simona Cigana”, che si concluderà il 10 luglio prossimo con la raccolta dei servizi giornalistici pubblicati tra il 1° luglio 2019 e il 30 giugno 2020, inviati dagli autori, entro il 10 luglio prossimo alla segreteria del Circolo, anche su segnalazione del pubblico dei lettori, degli ascoltatori, dei telespettatori e dei fruitori delle testate on line.