NON CI FERMIAMO

CONCORSO CIGANA

SOSTEGNO GIORNALISTI

TAMPONI

Un interessante studio del Fondo Monetario Internazionale sul ruolo del sindacato è stato esaminato dal collega Paolo Francesconi per il suo blog Social Sforzum sul Gazzettino. E così scopriamo che…


“Criticati a destra e a sinistra, in ritardo e in affanno nella comprensione del lavoro che cambia, travolti dalle crisi aziendali e dalle trasformazioni tecnologiche, snobbati da buona parte dei giovani, inchiodati (in Italia) dal dilagare del lavoro nero, i sindacati trovano un alleato inatteso nel Fondo monetario internazionale, uno dei più importanti organismi dell’Onu, con poteri enormi e diritti di controllo e intervento sull’economia mondiale e sugli Stati in cattive acque finanziarie. Secondo uno studio delle economiste del Fmi, Florence Jaumotte e Carolina Osorio Buitron, in via di pubblicazione sulla rivista Finance & Development, la crisi dei sindacati, in termini di calo del numero dei lavoratori che prendono la tessera, indebolisce il potere contrattuale di tutti i lavoratori e del ceto medio ed è da considerare tra le cause maggiori dell’aumentare delle disuguaglianze economiche. Nel trentennio (1980-2010) esaminato nello studio la crisi delle rappresentanze sindacali si è manifestata anche attraverso un calo degli iscritti pari al 50% nei Paesi più industrializzati. L’effetto è stato che i redditi si sono concentrati verso l’alto: il 5% è finito nelle mani del 10% più ricco della popolazione. “L’indebolimento dei sindacati aumenta la remunerazione del capitale rispetto a quella del lavoro – si legge nella sintesi – e porta le aziende ad assumere decisioni che avvantaggiano i dirigenti, per esempio sui compensi dei top manager, affermano le ricercatrici. Lo studio è intitolato “Power from the people” sulla falsa riga della canzone di John Lennon “Power to the people” ed esamina diverse misure dell’iniquità nei Paesi ad economia avanzata. La conclusione è netta: anche tenendo conto dell’impatto della tecnologia, della globalizzazione, della liberalizzazione finanziaria e del peso del fisco, i risultati confermano che «il declino della sindacalizzazione è fortemente associato con l’aumento della quota di reddito» nelle mani dei ricchi. Questa iniquità, anche secondo recenti ricerche, può portare a una crescita minore e meno sostenibile ed essere nociva per la società «perché consente ai più ricchi di manipolare in proprio favore il sistema economico e politico». Ha stupito taluni il fatto che queste valutazioni giungano dal Fondo monetario che di solito impone ai Paesi in dissesto piani di risanamento molto pesanti: taglio delle spese pubbliche, privatizzazioni e liberalizzazioni, ecc.. Un menù di “ricette” che sono valse al Fmi l’accusa di essere il braccio armato della globalizzazione ultraliberista. Stavolta invece le due economiste del Fondo monetario avanzano ricette di altro tipo per modificare la situazione: la creazione di un salario minimo e una nuova ondata di sindacalizzazione e una ripresa del ruolo di mediatore sociale dei rappresentanti dei lavoratori. Aggiunge qualcuno: e magari ci sarebbe bisogno anche di un sindacato che non riunciasse al proprio ruolo.  Inoltre, a differenza di quello che dicono molti economisti, per le due studiose l’introduzione di salari minimi a livello internazionale non produrrebbe come conseguenza l’aumento della disoccupazione, ma al contrario permetterebbe di contenerla. Comprensibilmente entusiaste le reazioni dei sindacati italiani, triplice e di base, un raggio di sole in tempi di Jobs act e pochi giorni dopo che un altro report internazionale (della multinazionale Nga) ha assegnato all’Italia il poco lusinghiero primato di Paese con le buste paga più complicate del mondo.  Per Susanna Camusso (Cgil) «la presenza del sindacato protegge i redditi più di qualsiasi altro strumento». Anna Maria Furlan (Cisl) rivendica che «il sindacato è fondamentale per la crescita», Carmelo Barbagallo (Uil) sottolinea il ruolo di «baluardo per evitare una riduzione di tutele, diritti, protezioni».

Paolo Francesconi – Il Gazzettino

NEWSLETTER

Un augurio

e una speranza

Carissimi Consoci, Colleghi, Amici,

avrete certamente notato che anche il Circolo della Stampa di Pordenone ha sospeso la propria attività esterna, a causa del pesante contagio da coronavirus che sta condizionando la vita di tutti. Fino al 3 aprile sono rinviati o soppressi gli eventi che organizziamo in proprio e quelli che organizziamo in collaborazione con i nostri partner. Come tutto lascia prevedere, quella data non sarà un limite sufficiente.

Tuttavia siamo pronti a ripartire non appena dovesse essere possibile.

Vi informeremo tempestivamente.

Nell’esprimere la nostra solidaietà auguriamo buona salute a tutti voi, alle vostre famiglie, alle vostre imprese, con la forza e l’impegno richiesti dalla tremenda crisi generale in atto. Qui di seguito vi comunichiamo alcuni dei nostri appuntamenti in calendario.

Chiudiamo questo messaggio con un ringraziamento e un augurio ai nostri partner che elenchiamo in ordine alfabetico: Articolo 21, Anmil Pordenone, Associazione Historia, Associazione Per le antiche vie, Assostampa Friuli Venezia Giulia, Banca di Credito Cooperartivo Pordenonese, Camera di commercio Pordenone-Udine, Carta di Pordenone, Centro studi Pasolini Casarsa, Cinemazero, Comune di Aviano, Comune di Pordenone, Comune di San Vito al Tagliamento, Coldiretti Pordenone, Concentro Pordenone, Confartigianato Pordenone, Confcooperative Pordenone, Confindustria Alto Adriatico, Coni Pordenone, Domovip Europa, Famiglia Cigana, Il Friuli, Il Gazzettino, Il Popolo diocesano, Il 13 Tv, Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Messaggero Veneto, Parrocchia Don Bosco, Polo tecnologico Pordenone, Pordenonelegge, Rai FVG, Teatro comunale Giuseppe Verdi Pordenone, Telefriuli, Telepordenone, Unione Stampa sportiva del Friuli Venezia Giulia.

Il Presidente e il Consiglio Direttivo

P.S.

È molto gradito un vostro riscontro con saluti, domande, comunicazioni di vario genere, telefoncamente e sul nostro sito www.stampa-pordenone.it, oltre che via mail, Facebook, Whats App.

UNICO IMPEGNO CERTO

Premio Simona Cigana. È in corso regolarmente l’11ª edizione del concorso annuale, nazionale, mltimediale, multilingue intitolato a Simona Cigana e imperniato sul Friuli Venezia Giulia nel contesto nazionale e internazionale. Cinque le Categorie a concorso: Inchiesta, Sport, Economia/Artigianato, Sociale/Infotuni sul lavoro, Turismo/Avianese e Pedemontana. Presentazione, entro il 10 luglio, dei servizi pubblicati tra il 1° luglio 2019 e il 30 giugno 2020.

In collabrazione con enti e associazioni (v. sito Circolo della stampa).

IMPEGNI POSSIBILI (coronavirus permettendo)

24° Corso di geopolitica. I prossimi incontri di geopolitica, indetti da Historia in collaborazione con Ordine dei giornalisti e Circolo della Stampa di Pordenone, sono in programma nei giorni 16 aprile (Pordenone), 24 aprile (Spilimbergo), 15 maggio (Pordenone).

Rally della Stampa. Il 1° maggio la 54ª edizione, per giornalisti, amici e familiari. Il percorso: Pordenone-Aviano-Giais-Malnisio di Montereale Valcellina. Iscrizioni entro il 30 aprile.

Due gli obiettivi:

  1. la riscoperta delle centrali idroelettriche che, all’inizio del 20° secolo, hanno segnato una svolta epocale nella modernizzazione del territorio;

  2. la conoscenza della nuova linea dei prodotti enogastronomici tipici dell’Avianese.

Corso sul Giro d’Italia. Il 4 maggio dalle 10 alle 13, ad Aviano, con la partecipazione di giornalisti sportivi e organizzatori. In collaborazione con il Comune di Aviano, Ordine dei giornalisti, Unione Stampa sportiva.

Futuro Contemporaneo. Nei giorni 12, 13, 14 maggio, la seconda edizione del nostro trittico della scienza e delle tecnologie. È in programma a Pordenone-Palazzo Klefisch. I tre incontri avranno carattere di corso fomativo. In collabrazione con enti e associazioni (v. Locandina nell’intestazione).