FUTURO CONTEMPORANEO - INTRODUZIONE

A causa delle limitazioni dovute alla pandemia di Coronavirus non siamo riusciti a dare vita alla seconda edizione di “Futuro Contemporaneo” che avevamo fissato per i giorni 12, 13 e 14 maggio. Nello stato di incertezza generale che ha portato al rinvio o all’annullamento di tanti eventi pubblici, preferiamo realizzare virtualmente alla nostra iniziativa, riportando gradualmente i concetti principali degli interventi dei relatori e l’auspicabile dibattito (aperto a tutti) che essi genereranno.

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Seicentomila euro per il 2015, un milione per il prossimo anno. E’ una dotazione finanziaria importante quella che accompagna, in Veneto, l’approvazione della legge regionale a sostegno del sistema radiotelevisivo e dell’editoria locale e per l’applicazione dell’equo compenso messa a punto dal Consiglio del Veneto su proposta del Sindacato dei giornalisti del Veneto e dell’Ordine professionale.

Presentata durante gli Stati generali dell’informazione veneta, nell’ottobre 2013 a palazzo Labia, ed elaborata dopo un serrato confronto con politici, editori, giornalisti e direttori di testata, la legge è stata approvata con voto unanime e impegna le istituzioni a tutelare l’informazione in quanto presidio indispensabile per la democrazia e la partecipazione. “Uno strumento utile e importante, fortemente voluto e sostenuto dal sindacato veneto - commenta Massimo Zennaro, Segretario del sindacato veneto dei giornalisti - per guardare oltre la crisi del settore, sostenere l’occupazione e promuovere nelle aziende editoriali innovazione, pluralismo, professionalità e superamento del precariato”. A disposizione ci sono complessivamente 600 mila euro per il 2015 e un milione di euro per il 2016 per sostenere con contributi e agevolazioni le imprese che fanno giornalismo di qualità, creano iniziative editoriali innovative, ampliano il palinsesto con autoproduzioni, assumono in pianta stabile o stabilizzano giornalisti a contratto e rispettano la legge sull’equo compenso nei confronti dei collaboratori. L’erogazione dei contributi regionali è riservata, secondo criteri e punteggi che dovranno essere definiti dalla Giunta, alle redazioni giornalistiche che si avvalgono di giornalisti professionisti dipendenti assunti con contratto giornalistico a tempo pieno, producono programmi di informazione locale, rispettano adeguati parametri di copertura geografica del territorio e di popolazione servita. Alle provvidenze regionali non avranno diritto le emittenti che privilegiano televendite e programmi meramente commerciali, oltreché le emittenti incorse in violazione dei codici di comportamento e sanzionate da Agcom. Ai tradizionali strumenti di sostegno per investimenti strutturali o contributi di spesa corrente si affiancano incentivi per l’occupazione nel settore del sistema radiotelevisivo e dell’editoria. “Gli incentivi per nuove assunzioni o stabilizzazioni rappresentano il vero ‘cuore’ della legge - sottolinea Zennaro - gli editori veneti potranno godere di incentivi regionali sino a 40 mila euro per ogni nuova assunzione”. Le imprese che assumono giornalisti potranno beneficiare di contributi regionali, sino al 70 per cento della retribuzione annua lorda imponibile a fini previdenziali, per ogni stabilizzazione o reinserimento con contratto di lavoro a tempo indeterminato di personale iscritto all’albo dei giornalisti; sino al 50 per cento della retribuzione annua lorda imponibile per ogni nuova assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato di personale giornalista; sino al 30 per cento per cento della retribuzione annua lorda imponibile per ogni nuova assunzione a tempo determinato di giornalista. In tutto con un tetto massimo di 40 mila euro di contribuzione per ogni nuovo assunto. Per questa forma di sostegno diretto all’occupazione il provvedimento regionale riserva 300 mila euro (la metà del budget previsto) per il primo anno di applicazione, che saliranno a 500 mila nel 2016 e nel 2017. A beneficiarne sarà l’intero sistema dell’informazione locale che, in Veneto, conta quattro affermati gruppi editoriali di quotidiani, una ventina di emittenti televisive, altrettante radio, una decina di testate diocesane radicate nel territorio e una galassia di testate web, uffici stampa e di agenzie di informazione istituzionale. Infine, contributi regionali sono previsti anche per gli enti locali che decidano di far svolgere in forma associata le funzioni di ufficio stampa.
(dal sito assostamparegionali)