Approvata la riforma

l'Editoria volta pagina

La Camera ha approvato in via definita il Ddl di riforma del settore dell’editoria con 275 sì e 80 no.

 

Soddisfazione della Fnsi: «Con la definitiva approvazione della legge di riforma dell’editoria da parte della Camera dei deputati si pongono finalmente le basi per il rilancio dell’intero sistema dell’informazione, che non potrà che ripartire dalla formulazione di nuove regole antitrust e dalla tutela dell’autonomia delle redazioni, più che mai urgenti alla luce dei processi in atto di fusione e di cessione della proprietà delle testate – affermano il segretario generale Raffaele Lorusso e il presidente Giuseppe Giulietti – A questo punto è necessario che si avvii immediatamente il confronto sui regolamenti, anche per non lasciare alibi a chi vorrebbe tenere congelati i contratti di settore».
Diventa quindi legge la riforma dell’Editoria che introduce, tra le altre cose, il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione destinato al sostegno dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale. Il Fondo viene alimentato con risorse statali già destinate al settore, un contributo di solidarietà a carico delle società concessionarie di raccolta pubblicitaria e una parte, fino a un massimo di cento milioni annui per il periodo 2016-2018, delle maggiori entrate derivanti dal canone Rai. Una determinata percentuale del Fondo potrà essere destinata al finanziamento di progetti comuni che incentivino l’innovazione dell’offerta informativa nel campo dell’informazione digitale, attuando obiettivi di convergenza multimediale. Inoltre è prevista l’erogazione di un contributo per il sostegno delle spese sostenute per l’utilizzo di servizi di telefonia e di connessione dati, che sostituisce le attuali riduzioni tariffarie. Cambiano i requisiti per la concessione dei contributi, stabilendo come condizione necessaria per il finanziamento l’esercizio esclusivo, in ambito commerciale, di un’attività informativa autonoma e indipendente, di carattere generale e la costituzione come cooperative giornalistiche, enti senza fini di lucro o imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia da essi interamente detenuto.
Inoltre, si prevede il mantenimento dei contributi, con la possibilità di definire criteri specifici sia per i requisiti di accesso, sia per i meccanismi di calcolo dei contributi, per imprese editrici di quotidiani e di periodici espressione delle minoranze linguistiche; imprese ed enti che editano periodici per non vedenti e ipovedenti; associazioni dei consumatori; imprese editrici di quotidiani e di periodici italiani editi e diffusi all’estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero. Stop ai finanziamenti invece per organi di informazione di partiti o movimenti politici e sindacali; periodici specialistici; imprese editrici di quotidiani e periodici che fanno capo a gruppi editoriali quotati o partecipati da società quotate in borsa. Viene inoltre richiesto alle aziende il regolare adempimento degli obblighi derivanti dai contratti collettivi nazionali o territoriali di lavoro; l’edizione della testata in formato digitale (eventualmente anche in parallelo con l’edizione in formato cartaceo); la pubblicazione di tutti i contributi e finanziamenti ricevuti.
I contributi dovranno essere calcolati tenendo conto di un tetto massimo liquidabile a ciascuna impresa; del numero di copie annue vendute (comunque non inferiore al 30 % delle copie distribuite per la vendita per le testate locali e al 20% per le testate nazionali); della valorizzazione delle voci di costo legate alla trasformazione digitale. Previsti anche criteri premiali per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori di età inferiore a 35 anni e per azioni di formazione, nonché per l’attivazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro. Possibili calcoli specifici per le testate on line che producono contenuti informativi originali, la riduzione del contributo per le imprese che superano, nel trattamento economico del personale, dei collaboratori e degli amministratori, il limite massimo retributivo di 240mila euro annui.
Previste infine la definizione di regole di liquidazione dei contributi quanto più possibili omogenee e la semplificazione del procedimento, per accorciare i tempi di liquidazione, nonché l’introduzione di incentivi agli investimenti in innovazione digitale e di finanziamenti per progetti innovativi presentati da imprese editoriali di nuova costituzione. Tutti principi generali che dovranno poi essere specificati in una serie di decreti legislativi che il governo dovrà emanare entro sei mesi. La legge disciplina poi alcuni aspetti alla professione giornalistica. Innanzitutto si interviene sull’Ordine dei giornalisti, i cui membri del Consiglio nazionale saranno sessanta, di cui due terzi professionisti e un terzo pubblicisti (con la presenza di un rappresentante delle minoranze linguistiche riconosciute in ciascuno dei due gruppi). Da rivedere quindi il sistema elettorale, garantendo la massima rappresentatività territoriale. Anche in questo caso si tratta di principi che dovranno essere specificati in decreti legislativi del governo.
Stesso iter per quanto riguarda le norme destinate ad intervenire sui prepensionamenti dei giornalisti. Previsto l’innalzamento – verso un progressivo allineamento con la disciplina generale – dei requisiti di anzianità anagrafica e contributiva per l’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata, con il divieto per le aziende di mantenere un rapporto di lavoro con il giornalista che abbia ottenuto il trattamento previdenziale. Da rivedere anche la procedura per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese editoriali per l’accesso agli ammortizzatori sociali e ai prepensionamenti. Resta in carica la Commissione per la valutazione dell’equo compenso nel lavoro giornalistico, fino all’approvazione della nuova delibera che definisce l’equo compenso e al completamento degli ulteriori adempimenti in materia. Viene estesa a Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni l’autorizzazione ad avvalersi delle agenzie di stampa per l’acquisto di servizi giornalistici e informativi, con aggiudicazione a trattativa privata, senza preliminare pubblicazione di un bando di gara, sul modello di quanto avviene già per la Presidenza del consiglio dei Ministri.
La concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale ha una durata di 10 anni ed è preceduta da una consultazione pubblica sugli obblighi dello stesso servizio. Il trattamento economico di dipendenti, collaboratori e consulenti Rai, la cui prestazione professionale non sia stabilita da tariffe regolamentate, non potrà superare il tetto dei 240mila euro annui. Infine la legge delega il governo ad emanare decreti per la liberalizzazione degli orari e dei punti vendita dei giornali. (Adnkronos)
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La riforma dell’editoria è legge.

Con 275 voti a favore, 80 contrari e 32 astenuti, la Camera dei deputati ha dato il via libera definitivo al provvedimento che ora, per diventare pienamente efficace, deve essere completato con i decreti attuativi previsti delle deleghe al governo.

«Con la definitiva approvazione della legge di riforma dell’editoria da parte della Camera dei deputati – è il commento del segretario generale e del presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti – si pongono finalmente le basi per il rilancio dell’intero sistema dell’informazione, che non potrà che ripartire dalla formulazione di nuove regole antitrust e dalla tutela dell’autonomia delle redazioni, più che mai urgenti alla luce dei processi in atto di fusione e di cessione della proprietà delle testate».

I vertici del sindacato dei giornalisti ringraziano i parlamentari, a cominciare dai relatori alla Camera e al Senato, Roberto Rampi e Roberto Cociancich, che in questi mesi hanno ascoltato e fatto proprie le istanze più importanti avanzate dal sindacato dei giornalisti, e le Associazioni regionali di stampa, che con la loro mobilitazione hanno permesso di giungere alla riforma a 35 anni dalla legge sull’editoria, la numero 416 del 1981, e a 53 anni dalla legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti, numero 69 del 1963.

«A questo punto – concludono Lorusso e Giulietti – è necessario che si avvii immediatamente il confronto sui regolamenti, anche per non lasciare alibi a chi vorrebbe tenere congelati i contratti di settore».

La riforma istituisce il Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione; delega il governo a ridefinire la disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici, la composizione e le attribuzioni del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e la disciplina in materia di prepensionamenti dei giornalisti; reca importanti novità in tema di equo compenso nel lavoro giornalistico, ricorso alle agenzie di stampa da parte di regioni, province, città metropolitane e comuni, e innovazione del sistema della vendita dei giornali; interviene in materia di procedura per l'affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale e sul tetto agli stipendi di dipendenti, collaboratori e consulenti RAI.

Sul sito internet della Camera la scheda di sintesi del provvedimento.

Editoria, Fieg: «Bene approvazione ddl ora decreti attuativi»
«Un importante traguardo a cui deve seguire il rapido avvio del cantiere delle misure per contrastare la crisi dell'editoria giornalistica del nostro Paese». Lo ha detto il Presidente della Fieg, Maurizio Costa, commentando l'approvazione definitiva da parte della Camera del disegno di legge sull'editoria che contiene alcuni interventi di riforma per il settore che recepiscono il lavoro del Tavolo per l'editoria. 
«L'editoria quotidiana e periodica – ha aggiunto – è investita da una pesantissima crisi: negli ultimi 8 anni le imprese del settore hanno visto dimezzato i propri ricavi, con un crollo del fatturato pubblicitario di oltre il 60%. Una legge per il settore era indispensabile e oggi, grazie al lavoro del Governo e del Parlamento, la legge c'è, ma trattandosi di una legge delega, è necessaria la rapidissima emanazione dei decreti attuativi».
«Affinché le misure previste diventino concrete e operative - ha ribadito Costa - è indispensabile che vengano garantite, nella prossima legge di bilancio, le necessarie coperture finanziarie. Si adottino, quindi, senza indugio, le indispensabili misure per dare ossigeno alle imprese e in particolare: l'incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali, utile per il rilancio dei consumi e per garantire una ripresa degli investimenti pubblicitari sulla stampa quotidiana e periodica; la liberalizzazione della vendita di prodotti editoriali, per superare la critica situazione delle edicole; la copertura finanziaria dei prepensionamenti relativi ai piani di ristrutturazione e di riorganizzazione delle imprese editrici, per garantire il processo di trasformazione ed evoluzione necessario». (Agi)

Editoria: Odg, misure necessarie, ora sostenere giornalisti
Garantire a cittadini diritto di sapere chi controlla i media
«Si tratta di misure necessarie per l'intero settore dell'informazione». È il commento dell'Ordine dei giornalisti dopo l'approvazione definitiva del ddl editoria. «L'auspicio - prosegue la nota - è che, mettendo a punto i decreti delegati, il sottosegretario Luca Lotti trovi il modo per far sì che questi finanziamenti non restino nelle casse degli editori, ma vadano anche ai giornalisti che vivono attualmente in una condizione di grande sfruttamento. Con uno sforzo in più si potrebbe anche garantire ai cittadini il diritto di sapere chi controlla i mezzi di informazione e quali legittimi interessi i singoli editori hanno in altre attività». (Ansa)

Ordine dei Giornalisti

«Soddisfazione» viene espressa dalla maggioranza dei presidenti regionali dell'Ordine dei giornalisti per l'approvazione in terza lettura alla Camera del ddl sull'editoria che contiene un passaggio «chiave per poter procedere ad una riforma organica dell'Ordine dei giornalisti, attesa da anni».
«Da oggi si volta pagina - si legge in una nota della maggioranza dei presidenti regionali - in quanto il provvedimento introduce nuove norme sulla composizione e le competenze dell'Ordine nazionale, premessa indispensabile per completare una riforma dell'Ordine adeguata alle mutate esigenze della professione giornalistica».
«La legge approvata - continua la nota - prevede infatti la riduzione del numero dei componenti del Consiglio nazionale (dai 144 consiglieri attuali, cui si sommano i 12 che fanno parte del Consiglio di disciplina, a 60 componenti, compresi i 12 del Consiglio di disciplina) riequilibrandone il rapporto tra professionisti e pubblicisti (due terzi e un terzo). Si riducono quindi i costi dell'organismo, si restituisce la rappresentanza a chi svolge effettivamente l'attività giornalistica, si garantisce una presenza territoriale venendo incontro alle istanze della maggioranza dei presidenti degli Ordini regionali».
«Ora - conclude la maggioranza dei presidenti regionali - auspichiamo che in tempi brevi il Governo approvi i decreti delegati sulla formazione e il nuovo sistema elettorale, anche per poter rinnovare quanto prima gli organismi dell'Ordine con le nuove regole». (Ansa)

 

 

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CIRCOLO DELLA STAMPA. Arriva Carlo Verna, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti

Il 10 dicembre la proclamazione dei vincitori del 10° Premio Cigana

Altre due iniziative: il libro sulla vita di Simona e il festival “Futuro contemporaneo”

La cerimonia conclusiva della 10ª edizione del Concorso giornalistico nazionale, annuale, multimediale, multilingue “Premio Simona Cigana” è in programma per il 10 dicembre, ore 10.30, ad Aviano, Palazzo Carraro-Menegozzi. Nell’occasione sarà presentata l’11ª edizione, 2019-2020. Come sempre, le graduatorie concorsuali saranno rese note soltanto nel giorno della premiazione. I vincitori sono stati scelti tra i 37 finalisti nelle seguenti cinque categorie: Inchiesta, Sport, Economia/Artigianato, Turismo, Sociale/Infortuni sul lavoro. Il concorso riguarda il Friuli Venezia Giulia trattato in chiave nazionale e internazionale su testate regionali, nazionali e internazionali, in lingua italiana e nelle lingue minoritarie della nostra regione. All’evento del decennale parteciperà il collega Carlo Verna, presidente nazionale del nostro Ordine, al quale sarà conferito il titolo statutario di “Socio Onorario” del Circolo della Stampa di Pordenone. Con Verna interverranno il presidente regionale dell’Ordine e nostro Socio Onorario, Cristiano Degano, e il presidente di Assostampa FVG e consigliere nazionale Fnsi, Carlo Muscatello, anch’egli nostro Socio Onorario. Sempre nell’ambito del “Premio Simona Cigana”, nel 2020, il Circolo della Stampa darà vita a due iniziative. Entrambe saranno ospitate a Pordenone. La prima, in febbraio, avrà al centro il libro dedicato alla vita umana e professionale di Simona Cigana. La seconda, in maggio, è la nuova edizione di “Futuro Contemporaneo”, il festival del pensiero, della scienza, della tecnologia


Studenti e giornalisti contro la violenza sulle donne

Anche quest’anno il Circolo della Stampa di Pordenone darà vita all’evento dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne, un lacerante male sociale che obbliga tutti coloro che si occupano di educazione e di informazione ad agire per portare avanti la cultura del rispetto reciproco tra i generi. L’iniziativa fa parte del programma per la Settimana pordenonese contro la violenza sulle donne, indetta dal Comune di Pordenone con l’apporto di Associazioni che operano in città, compresa la nostra, a sostegno delle pari opportunità. LA GIORNATA. Sabato 23 novembre, dalle 10 alle 12. LA SEDE. Auditorium B, Liceo Grigoletti, Pordenone. IL TEMA. “Maschile-Femminile, nutrire il rispetto”. PROTAGONISTI. Il Coordinamento Donne Fnp Cisl, autrice di una raccolta di testimonianze dirette, storie di donne e di uomini, che è diventato un prezioso dossier, materia di un recital che andrà in cena all’inizio del prossimo anno. PROGRAMMA. Nell’incontro del 23 novembre il tema, che è anche oggetto di corso di formazione per giornalisti, sarà svolto da interventi di relatori e da letture tratte dalla ricerca suddetta.

Nel nostro sito

https://www.stampa-pordenone.it/

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