Incontro con la "felicità"

di Federica G. Ravizza

 Federica G. Ravizza e il suo libro “Un’inquieta felicità” (ed. Gaspari), Presentazione a cura di Franca Benvenuti, Letture di Angela Mormile e Claudio Cattarinussi, Lunedì 16 gennaio 2017 ore 17.30, Sala Teresina Degan, Biblioteca Civica, Piazza XX Settembre, Pordenone, Circolo della Stampa, con il patrocinio del Comune di Pordenone e la collaborazione del Circolo della cultura e delle arti e della Fidapa

Federica G. Ravizza - Scrittrice e pittrice, è laureata in Lingue e Letterature straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla struttura dei romanzi di D.H. Lawrence. Ha insegnato per anni al Liceo Scientifico Benedetti di Venezia e ha collaborato con il "Messaggero Veneto" pubblicando numerose recensioni di romanzi e una serie di articoli riguardanti i letterati al fronte nella Grande Guerra. Vive tra Venezia e Santa Marizza di Varmo, il borgo caro a Elio Bartolini e Sergio Maldini, proprio a quest’ultimo ha dedicato “Il sogno di una casa”, un saggio riguardante la genesi letteraria del romanzo “La casa a Nord-Est”. Federica Ravizza, già Premio Letterario Latisana per il Nordest, recentemente ha vinto la prima edizione del Palmastoria, concorso dedicato al romanzo storico, con la seguente motivazione “Uno sguardo femminile sulla Grande Guerra affidato a un’elegante scrittura”.
 “Un’inquieta felicità” - Un grande romanzo che unisce amore e storia in un intreccio dove l’immaginazione è sorretta dai riferimenti a fatti realmente accaduti. La narrazione è giocata sul contrasto tra la società alto-borghese lombarda e la drammatica realtà di chi in Friuli vive l’esperienza del fronte. Sono gli anni della Grande Guerra. Vittoria, una giovane crocerossina, dopo un’intensa storia d’amore con un capitano trentino che combatte nell’esercito italiano, cede a un tenente di nobili origini che, per quanto trasgressivo e disincantato, la reinserirà nella sua sfera borghese. Sarà una felicità inquieta perché, al di là delle apparenze, le passioni vissute in guerra l’hanno segnata e il suo anticonformismo non si è spento.