da Il Gazzettino

Dal ricordo il no a tutte le barbarie

Grande partecipazione agli eventi organizzati da istituzioni e scuole

PORDENONE - Un ricordo che accomuna tante comunità in Italia, unite dal sentimento comune di condanna delle atrocità del passato, ma che devono sentire anche la necessità di condannare qualsiasi totalitarismo e ideologia di oppressione. È con queste considerazioni che il sindaco Alessandro Ciriani ha introdotto ieri il suo intervento in occasione della Giornata della Memoria: «Non possono trovare ospitalità a Pordenone - ha poi aggiunto a margine -, le aberrazioni che negano o sminuiscono la portata delle atrocità del 900 come la Shoah o le foibe».
Ricordare non si deve però trasformare in un odio cieco, ma deve servire ad evitare il ripetersi di enormi tragedie: «La vendetta non è un modello di vita», ha sottolineato Hanat Hila Levi, presidente provinciale dell'associazione Italia-Israele, mentre Eliseo Moro, presidente provinciale dell'Associazione ex deportati politici ha ribadito che «finché avremo voce continueremo a raccontare gli orrori vissuti per far conoscere ai giovani i patimenti subiti». Un concetto ripreso dal vice presidente della Regione, Sergio Bolzonello: «Solo ricordando quelle atrocità si può mantenere lontano ciò che potrebbe nuovamente tornare, sotto altre spoglie, in altre zone del mondo». E per scongiurarlo è necessario che siano i giovani a mantenere un atteggiamento attivo e vigile. Anche grazie al costante ricordo.
E sono proprio gli studenti ad essere stati protagonisti di diversi e partecipati momenti: dal concerto delle scuole cittadine in Duomo all'incontro al liceo Leopardi Majorana, dove gli studenti stanno conducendo uno studio sugli abitanti del Friuli occidentale morti nei lager fascisti e nazisti.
Consegnate infine tredici medaglie ai reduci deportati e quelle della Liberazione a cittadini dei comuni di Pordenone, Cordenons, Aviano, San Quirino, Fiume Veneto, Azzano X, Castelnovo e Valvasone-Arzene. 

dal Messaggero Veneto

Lezione al liceo e “Pietre d’inciampo”

 

La Giornata della Memoria ha visto un’iniziativa particolare al liceo Leopardi Majorana, con il Circolo della Stampa della città. Le classi quinte CU e BU, la Quarta EU e la Terza AS con le docenti Susanna Corelli, Silvia Pettarini, Cleonice Tirone, assieme al Circlo della Stampa, presieduto da Pietro Angelillo hanno deciso di realizzare nel Pordenonese le “Pietre d’inciampo”. Sono piccole lastre metalliche che vengono fatte dall’artista Gunter Demnig e inserite sul selciato, davanti alle abitazioni delle vittime di deportazione della Seconda Guerra Mondiale. Dal 1995 ad oggi, in Europa sono state realizzate oltre 60 mila “Pietre d’inciampo”. Silvia Pettarini ha fatto una dettagliata relazione sulle “Pietre d’Inciampo” presenti in varie città italiane. Pietro Angelillo ha fornito un quadro generale della Resistenza nel Pordenonese e Sigfrido Cescut, dell’Anpi provinciale, ha analizzato, proiettandone anche le immagini, il libro matricola del carcere cittadino che, fra il 1944 e la Liberazione in aprile del 1945 ha registrato ben tremila carcerazioni che spesso si sono trasfornmate in deportazioni e fucilazioni di ebrei e partigiani. La lectio del Professor Fulvio Salimbeni, titolare della cattedra di storia contemporanea all’Università di Udine, ha fornito un quadro completo delle persecuzioni anti ebraiche in Europa. Gli esempi portati da Salimbeni hanno dimostrato come i nazisti nel loro progetto di sterminio degli ebrei, abbiano trovato dei fanatici collaboratori in tutti i paesi europei che avevano occupato, compresa l’Italia della repubblica di Salò.

ALTRE CERIMONIE
dal Messaggero Veneto

La “Giornata della Memoria”, dopo 11 anni, si è svolta senza il corteo per le vie del centro. Terminata la cerimonia in piazza Maestri del Lavoro, i partecipanti si sono recati nella sede della Provincia, camminando in fila indiana sotto i portici, in ordine sparso. A ricordare la Shoah ebraica, tutte le vittime dei campi di sterminio nazisti e delle leggi raziali, davanti al monumento ai deportati al centro studi, erano presenti con gli insegnanti le classi IIIC della scuola media don Giuseppe Lozer di Torre, Quinta A e B della scuola primaria Gasparo Narvesa e Quinta A/C dell’Isis – Ipsia Lino Zanussi. Con gli ex deportati le massime autorità civili e militari: il prefetto Maria Rosaria Laganà, il sindaco Alessandro Criani, il generale della Brigata Ariete Angelo Michele Ristuccia, Sergio Bolzonello, vicepresidente della giunta regionale, Mario Polito, colonnello dei carabinieri, Stefano Izzo tenete colonnello della guardia di finanza, Ciro Pellone vicario del questore, Nicola Di Gennaro, commissario della polizia penitenziaria. Presenti sindaci ed amministratori di Pordenone, Porcia, Meduno, Spilimbergo, Sacile, Chions, Castelnovo del Friuli, Azzano Decimo, Valvasone – Arzene, Fiume Veneto, Aviano, Cordenons, Cordovado e San Quirino. Con medaglieri e gagliardetti assieme agli ex deportati e familiari dell’Aned, i rappresentanti dell’Anpi, tutte le associazioni d’arma, di dispersi, decorati ed ex combattenti, vigili del fuoco e protezione civile. Deposta la corona d’alloro sul monumento ai deportati da prefetto, sindaco di Pordenone e comandante dell’Ariete, Alessandro Ciriani ha ricordato l’importanza della Giornata della Memoria, nel 72° anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista di Aushwitz. «Non una data sul calendario – ha detto il sindaco – ma una ricorrenza che fa parte del patrimonio culturale comune da custodire e rinnovare costantemente, per opporci ad ogni tipo di totalitarismo prodotto di estremisti e fondamentalisti». Anat Hila Levi, dell’associazione Italia – Israele, ha ricordato la Shoah dicendo: «Nei campi di sterminio nazisti i deportati morivano di stenti, di freddo e nelle camere a gas, indossando un pigiama a righe». Il presidente dell’Aned Eliseo Moro, ex deportato di Dachu, ha ringraziato tutti i presenti, in particolare studenti e insegnanti, dedicando la giornata «a Geremia della Putta, prezioso testimone, mancato poco prima di Natale – sarà ricordato oggi nella sua Vajont – reduce dal campo di sterminio di Buchenwald, dove faceva parte del comitato di liberazione». Nella sala consiliare della Provincia sono insigniti da sindaci e amministratori i familiari dei deportati scomparsi: Lino Bacchin, Bruno De Roia e Angelo Ferrarin di Cordenons, Carlo Davoli di Aviano, Attilio Furlan e Gino Marcolin di Pordenone. Vittorio Pasini di Sacile ha ritirato personalmente l’onorificenza. Con loro hanno ricevuto le medaglie della Liberazione gli ex partigiani Luciano Battiston di Chions, Alberto Dell’Agnese e Pietro Zanetti di Castelnovo del Friuli, Lanfranco Franco di Azzano X, Lorenzo Marmori di Valvasone – Arzene, Eliseo Moro, di Fiume Veneto.

 

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La cerimonia di proclamazione dei vincitori del “Premio Simona Cigana” è stata differita al 10 di conseguenza, è stata spostata anche la comunicazione personale ai finalisti inclusi o meno nell’elenco dei destinatari dei premi nelle singole categorie e che sarà spedita a fine novembre. Le graduatorie concorsuali saranno rese note soltanto nel giorno della premiazione. Lo slittamento della cerimonia è stata determinato dai molteplici impegni del presidente nazionale dell’Ordine, Carlo Verna, che interverrà ad Aviano assieme al presidente regionale Cristiano Degano. Il 10° anniversario del nostro concorso giornalistico merita infatti un’ufficializzazione che doverosamente ci sentivamo di offrire all’evento di chiusura. Nell’occasione sarà anche presentata l’11ª edizione, 2019-2020.

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