FUTURO CONTEMPORANEO - INTRODUZIONE

A causa delle limitazioni dovute alla pandemia di Coronavirus non siamo riusciti a dare vita alla seconda edizione di “Futuro Contemporaneo” che avevamo fissato per i giorni 12, 13 e 14 maggio. Nello stato di incertezza generale che ha portato al rinvio o all’annullamento di tanti eventi pubblici, preferiamo realizzare virtualmente alla nostra iniziativa, riportando gradualmente i concetti principali degli interventi dei relatori e l’auspicabile dibattito (aperto a tutti) che essi genereranno.

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Il Vescovo: "Fate strada ai senza voce"

«Non preoccupatevi di fare strada, ma fate strada ai senza voce, prestate la vostra voce ai poveri, agli apparentemente insignificanti del mondo che non ha voce». Riprendendo le parole di san Giovanni Paolo II, il vescovo Giuseppe Pellegrini ha rivolto questa esortazione ai giornalisti che hanno partecipato alla messa del loro patrono, san Francesco di Sales.

Appuntamento che si è tenuto nella chiesa di san Giovanni Bosco, retta dai salesiani, dove il presule ha cominciato la visita pastorale. E con una decina di salesiani ha concelebrato: tra loro, il parroco don Salvatore Di Martino e il direttore della comunità don Germano Colombo, nonché don Bruno Cescon, responsabile diocesano delle comunicazioni sociali, e, per la cura dei canti, don Gilberto.San Francesco di Sales fu un grande scrittore, probabilmente secondo solo a sant'Agostino. «Siate mediatori - è stato l'invito del vescovo - di quello che Gesù vuole realizzare nella storia della salvezza. Potete portare il fuoco della verità, dell'amore, della giustizia, della pace».Il compito del giornalista, ha aggiunto monsignor Giuseppe Pellegrini, «è importante e bello. Siate testimoni di un umanesimo di cui l'umanità ha bisogno, che fonda i diritti fondamentali della persona sui valori che sono il deposito della nostra fede».Al termine della messa, come di consueto, l'incontro con i vertici del Circolo della stampa di Pordenone, cinquant'anni di storia alle spalle, rappresentato dal presidente Piero Angelillo e dal vice Pier Gaspardo. «È un momento di testimonianza e di riflessione. Abbiamo la necessità di riflettere - ha detto il presidente - poiché è un momento difficile per la categoria e per le imprese editoriali. I social stravolgono il mondo dell'informazione, rischiamo di perdere non tanto i lettori quanto l'autorevolezza». Dopo l'omaggio floreale, l'invito del vescovo: «Siate guidati da riservatezza, attenzione e rispetto per le persone. Anzi, tra voi, confrontatevi proprio su questi aspetti».La messa per i giornalisti esce per la prima volta dalla sua "sede storica" che era la cappella della curia diocesana, in via Revedole. L'idea lanciata da giornalisti e vescovo è che dal prossimo anno sia un appuntamento itinerante tra le parrocchie della città. La "prova generale" alla chiesa del don Bosco, in viale Grigoletti, pare essere riuscita.