FUTURO CONTEMPORANEO - INTRODUZIONE

A causa delle limitazioni dovute alla pandemia di Coronavirus non siamo riusciti a dare vita alla seconda edizione di “Futuro Contemporaneo” che avevamo fissato per i giorni 12, 13 e 14 maggio. Nello stato di incertezza generale che ha portato al rinvio o all’annullamento di tanti eventi pubblici, preferiamo realizzare virtualmente alla nostra iniziativa, riportando gradualmente i concetti principali degli interventi dei relatori e l’auspicabile dibattito (aperto a tutti) che essi genereranno.

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Non solo precariato,

ma anche minacce e aggressioni

L’emergenza informazione, nell’Italia del 2018, non è fatta soltanto di un’apparentemente inarrestabile emorragia di posti di lavoro (tremila persi negli ultimi cinque anni) né di una progressiva precarizzazione del lavoro giornalistico. Ne abbiamo parlato anche a “Link”, il festival del buon giornalismo svoltosi recentemente a Trieste. L’emergenza informazione significa che oggi nel nostro Paese le aggressioni ai cronisti sono diventate una costante, una vera e propria emergenza democratica.

Dalla testata di Ostia agli schiaffi dell’ex ministro (che è pure giornalista professionista...), non si contano più gli episodi di minacce, intimidazioni o vere e proprie aggressioni ai danni di cronisti che hanno solo il torto di fare il proprio lavoro: spesso quello di fare domande scomode, che sono poi l’unico tipo di domande che un giornalista dovrebbe fare, se non vuole ridursi a megafono, cassa di risonanza, scendiletto del proprio interlocutore.Gli episodi citati non possono ovviamente trovare alcuna giustificazione. C’è un problema di incolumità personale dei giornalisti, ma anche e soprattutto un problema di democrazia. Come ha scritto Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, “i giornalisti scomodi, quelli che fanno domande, indagano, accendono i riflettori, sono essenziali per un’informazione di qualità, utile a informare i cittadini. L’attacco ai corpi intermedi, a tutto ciò che può creare informazione, consenso, confronto, dibattito, in una parola crescita dell’opinione pubblica, fa sì che la stampa e i giornalisti in primis siano diventati il nemico da abbattere per quanti, per esempio, pensano di rivestire incarichi pubblici o svolgere attività di pubblico servizio senza dover rendere conto a nessuno. È una deriva pericolosa per la democrazia, che va contrastata con ogni mezzo”. Per questi motivi, il sindacato dei giornalisti lancia in questi giorni una grande mobilitazione di massa contro tutti i bavagli, le intimidazioni, le aggressioni anche fisiche alla stampa. Verranno organizzate due manifestazioni nazionali, una al Nord e l’altra al Sud, per richiamare l’attenzione sulla grande emergenza informazione che c’è oggi in Italia.

Carlo Muscatello
presidente Assostampa Fvg, componente giunta Fnsi