FUTURO CONTEMPORANEO - INTRODUZIONE

A causa delle limitazioni dovute alla pandemia di Coronavirus non siamo riusciti a dare vita alla seconda edizione di “Futuro Contemporaneo” che avevamo fissato per i giorni 12, 13 e 14 maggio. Nello stato di incertezza generale che ha portato al rinvio o all’annullamento di tanti eventi pubblici, preferiamo realizzare virtualmente alla nostra iniziativa, riportando gradualmente i concetti principali degli interventi dei relatori e l’auspicabile dibattito (aperto a tutti) che essi genereranno.

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Intervista all'Isis, prima dell'Isis

La “naturale” collaborazione tra Le Voci dell'inchiesta e il Circolo della Stampa di Pordenone è stata inaugurata in Biblioteca civica con un incontro rivolto ai giornalisti del Nord Est – nell'ambito dei corsi di formazione organizzati dal Circolo della Stampa di Pordenone e dall'Ordine dei giornalisti e aperti al pubblico – alla presenza di Cristina Scanu e Giuseppe Ciulla.

 

Il titolo, “Come nasce un’inchiesta”, spiega l’affinità che ha portato a questo accordo tra Cinemazero e il Circolo della Stampa, che vedrà importanti frutti anche all’interno del calendario del festival dedicato all’attualità e al cinema del reale (13 e il 17 aprile).
Giuseppe Ciulla ha all’attivo l’impegno professionale per vari canali televisivi come autore e caporedattore per molteplici testate giornalistiche: Rai, l’Espresso, Il Fatto, Il Messaggero, Il Giorno, Leggo e Famiglia Cristiana. Cristina Scanu è inviata per vari programmi di approfondimento politico, in primo luogo Rai e La 7: La Gabbia, L’Ultima Parola, Mi Manda Rai Tre, Le invasioni barbariche. I due giornalisti sono stati tra i primi a parlare di ISIS, già nell'estate 2014, quando l'ex agente Cia che si fa chiamare Al Baghdadi si autoproclamò Califfo dello stato islamico. La ricerca a vasto raggio iniziata due anni sullo scacchiere mediorientale, partendo dalla guerra che incendia la Siria, ha portato alla realizzazione del reportage "Prigionieri, 2014 fuga dall'Isis", vincitore, tra gli altri, del Premio Amnesty lnternational ltalia per i diritti umani, che sarà possibile vedere durante l’incontro. Nelle motivazioni della giuria si legge «Tale premio viene attribuito nella convinzione che liberare il fenomeno Isis dalla spettacolarizzazione dei media e raccontare la storia dei miliziani Daesh può contribuire alla ricostruzione di una verità utile alla comprensione del reale».
La loro inchiesta infatti è partita da una prigione curda nel nord della Siria e si è estesa alla prima linea del fronte siriano-iracheno, per raccogliere le testimonianze dei Curdi assediati dall’Isis e dei Cristiani in fuga da Mosul. Nel carcere siriano hanno intervistato alcuni miliziani Isis prigionieri dei curdi nel nord della Siria. Il risultato è lavoro di un realismo libero da stereotipi, capace di contribuire alla ricostruzione di una verità utile alla comprensione del reale.  Il film cerca di spiegare chi sono veramente gli uomini del “califfato” e quali i loro obiettivi, offrendo al mondo una visione per molti inedita dei terroristi che stanno seminando morte in mezzo mondo.
Oggi interventi come i loro sono quasi impossibili, il che rende la loro inchiesta ancora più preziosa per aiutare a capire l’attività del capo di questa fazione islamica che sta alimentando un conflitto asimmetrico da molti definito “Terza guerra mondiale”.